Solidarietà con gusto

Basta poco per fare beneficenza: un luogo semplice ma accogliente, persone che amano la compagnia consapevoli di ritrovarsi per un gesto di solidarietà, persone volenterose che si rendono disponibili per cucinare e servire. E vi sembra poco? Infatti non lo è. Neppure è così scontato trovare persone, luoghi e risorse per attuare tutto ciò.

Alla cena Sapori dal Sud io c’ero. E conserverò un ricordo molto bello e molto caro della serata di ieri sera all’Oratorio San Mauro di Bernareggio, paese natale di Rosetta. Questo bel ricordo rimarrà non solo perché ho ritrovato persone perse di vista da un po’ e, nel contempo, ho fatto conoscenze nuove molto interessanti; bensì, mentre tutto ciò avveniva, a sprazzi, il mio pensiero andava alle favelas e agli asili visitati, ai volti dei bambini, ai loro giochi, al sorriso degli educatori, agli odori, ai rumori, alla voce e allo sguardo di Rosetta. Ieri sera ho ritrovato tutto ciò nel video proiettato a metà cena il quale, soprattutto se su grande schermo, mi commuove sempre e mi fa venire voglia di prendere il primo aereo per raggiungerla.

Le ho raccontato di ieri sera. A nome suo concludo porgendo a tutte le persone coinvolte un sentito ringraziamento per la generosità, l’impegno, l’affetto e l’attenzione dimostrati a lei e alle Opere Educative.

Obrigada a todos e com saudade de você!

La bellezza salva il mondo

Condividiamo con piacere la lettera della nostra amica Maria Paola Caiata nella quale troverete delle bellissime sorprese che vanno condivise e sostenute!

Cari amici,

molti di voi mi avevano seguito durante il periodo trascorso nelle favelas di Belo Horizonte, ormai due anni fa.

Vi scrivo di nuovo dal Brasile, per dirvi dei tanti ed inattesi frutti che quell’esperienza ha portato: dai padrinati per il sostegno a distanza, alla mostra fotografica dello scorso dicembre presso il Quartiere Maghetti di Lugano, per culminare ora con un libro sulla bellezza (+ CD musicale), scoperta in un luogo dove pochi se la sarebbero attesa.

Il volume verrà lanciato il prossimo 11 dicembre, in occasione di una conferenza pubblica alla quale presenzierà Rosetta Brambilla, fondatrice delle opere missionarie in cui ho svolto il volontariato.

Vi invito tutti a condividere questo messaggio e a partecipare alla serata che si svolgerà dalle 20:30 presso l’Auditorium USI, via G. Buffi 13, Lugano.

Ulteriori dettagli sull’opera li troverete al sito https://www.morettievitali.it/?libri=la-bellezza-salva-il-mondo e sulla pagina facebook “La bellezza salva il mondo”. Grazie per condividere anche questa.

Per informazioni via e-mail, potete scrivere a: progetto.etelvina@gmail.com

Grazie di cuore a chi vorrà acquistare il volume. È un’ottima idea natalizia!

Non vedo l’ora di abbracciarlo

Questo bambino è quello che più mi ha fatto disperare, ma ovviamente anche quello a cui mi sono affezionata maggiormente.

Ogni giorno mancano dei bambini, la classe non è mai al completo e le maestre non vengono avvisate prima. La maggior parte delle volte non vengono a scuola perché i genitori si dimenticano di portarli, non differenziando la domenica dal lunedì, o perché non riescono a svegliarsi in tempo. Quindi la mattina non sai mai chi sarà presente.

Un mese fa iniziavo la giornata sperando che lui non ci fosse; oggi non vedo l’ora di riabbracciarlo.

Non mi è ancora stato possibile conoscere la sua storia; so solo dell’assenza del padre.

Quando sono arrivata ho visto solo un bambino di 5 anni iperaggressivo e irrispettoso verso compagni e adulti. Notando l’esasperazione giornaliera della maestra, avevo capito che era meglio lasciarlo stare. Non parlando nemmeno la sua lingua non potevo pretendere di riuscire a fare qualcosa, là dove da anni nessuno ce l’aveva fatta.

Il piccolo è conosciuto in tutto l’asilo, ed è il principale tema di discussione durante le riunioni degli educatori. Se lo guardi s’incazza, se tutti i bambini si siedono lui è l’unico che ancora gira per la classe, se gli dici di non fare o non prendere una cosa, lui sicuramente lo fa, se gli passi accanto ti tira un pugno, e ogni volta che bisogna uscire dall’aula per andare a mangiare (quindi ogni 3 ore) si nasconde sotto il tavolo. Ho girato alla larga per parecchio, stando maggiormente con i bambini che mi volevano.

Non so cosa mi abbia fatto avvicinare, ma è successo. Prenderli sulle gambe per fare il “cavallino” è una cosa che adorano, e vedendo gli altri compagni una volta lo ha voluto fare pure lui. Penso sia iniziata così. Ma rimaneva l’unico contatto e quando lo guardavo si incazzava comunque.

Un giorno l’ho trotterellato per 20 minuti senza pausa: le mie gambe soffrivano maledettamente, la mia bocca era diventata tutta secca a furia di cantare la canzoncina che accompagna il cavallino. Penso pure di essermi addormentata ad un certo punto, mentre gambe e voce continuavano a muoversi e a riprodursi per inerzia. Se l’avessi fatto scendere avrebbe probabilmente iniziato a picchiare i compagni. Inoltre eravamo così esausti da quella giornata che non potevamo permettercelo.

Poi, piano piano, quando mi vedeva seduta cominciava ad avvicinarsi, quando lo mettevo a letto non mi respingeva e quando gli sorridevo ogni tanto ricambiava.

Ora mi sveglio la mattina sperando di trovarlo già in classe al mio arrivo; una volta ho saltato la scuola e l’indomani, quando mi ha visto, mi è corso in braccio dicendomi di aver avuto “saudade” (malinconia). Passiamo intere giornate a giocare insieme nella maniera più tenera possibile, e quando lo abbraccio e gli do un bacio lui ricambia felice. Più gli mostro affetto e più lui me ne dà. Se lo sveglio dal riposino mi sorride (c’è solo un altro bambino, qui, che non si arrabbia quando è disturbato nel sonno).

Da una settimana, quando bisogna andare a mangiare viene addirittura senza troppe storie. Io non padroneggio la sua lingua a sufficienza e quindi non ho potuto mai sgridarlo.

Forse è stato proprio il metodo diverso che ci ha legato, ammansendolo.

Però ieri era arrabbiato con dei compagni e quindi con il mondo. Mi ha tirato un pugno, e dopo mi sono seduta di fronte a lui senza sgridarlo. Gli ho detto che quando voleva poteva chiedermi scusa e abbracciarmi invece di picchiarmi. Mi sono messa a conversare con il bambino alla mia destra quando ho sentito un “disculpe” molto sottovoce.

 

[Testo e foto di Maria Paola Caiata]

 

Onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia

Abbiamo il piacere di festeggiare la nostra cara Rosetta che il 25 maggio ha ricevuto l’Onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

L’onorificenza è concessa dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro degli Affari Esteri, sentito il Consiglio dell’Ordine. Presieduto dal Ministro degli Affari Esteri, il Consiglio è composto da altri quattro membri, uno dei quali è di diritto il Capo del Cerimoniale Diplomatico della Repubblica. Con le modifiche introdotte dalla nuova legge si vuole ricompensare quanti abbiano acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia.

Non possiamo che essere grati e felici per questo riconoscimento.

Cristo è una storia nuova

Cristo risorto sarebbe potuto essere un attimo nella storia. E invece no: è una storia, una storia nuova; alla storia antica succede la storia nuova. E il passaggio è questo; resurrezione è la Pasqua di Cristo, il passaggio.

[Don Luigi Giussani]