Preghiere. E non solo.

Carissimi amici di Rosetta,

venerdì scorso ho avuto modo di sentire Rosetta, con la voce rotta dal pianto, dopo più notti insonni, che mi chiedeva preghiere. Quel medesimo giorno, il 28 aprile scorso, è stato un giorno difficile e doloroso per le Opere Educative.

Con questo articolo vogliamo chiedere anche a voi sostegno con la preghiera. 

Chi volesse aggiungere un aiuto più concreto, in questo periodo, potrebbe approfittare della destinazione del 5‰ piuttosto che un sostegno ad un centro o un sostegno a distanza di uno o più bambini.

Per spiegarvi meglio la situazione, ho chiesto a Rosetta di scrivermi una lettera che condivido con voi. Vi chiedo di leggerla con attenzione fino alla fine e di condividere il più possibile.

Grazie come sempre dell’attenzione e dell’aiuto.

Carissimi,

vi volevo raccontare con semplicità quello che è accaduto in questi giorni all’Opera Educativa Padre Giussani di Belo Horizonte.

Il 28 Aprile è stato l’ultimo giorno per tutti i 300 ragazzini dei doposcuola: Centro Alvorada, Centro Santuzza Resi del Dora Ribeiro, Centro Virgilio Resi dell’Etelvina e Gilmara Iris.

Già verso la fine del 2016, a causa della difficoltà economica era quasi impossibile sostenere tutti i nostri quattro doposcuola. In considerazione della crisi economica che si stava vivendo, ogni direttore ha fatto un bel lavoro con i bambini, con i ragazzi e con i genitori. Hanno organizzato vari incontri per raccontare sia il lavoro educativo, lo scopo dell’Opera e anche per descrivere l’attuale situazione economica che il dopo scuola stava attraversando, con trasparenza hanno fatto vedere i dati delle entrate e delle uscite, il costo procapite per ogni bambino. È stato subito evidente che con le entrate non era possibile pagare gli stipendi degli insegnanti. Diverse mamme hanno contribuito, ma poi nel tempo, anche per la crisi economica del Brasile, alcune di loro hanno perso il lavoro e hanno smesso di mandare i bambini al Centro Alvorada.

In questa situazione di crisi però, la cosa bella è che alcune mamme coraggiose hanno preso l’iniziativa di organizzare tra di loro un gruppo di volontari per poter aiutare nelle spese del Centro Alvorada offrendo quello che sanno fare: parrucchiera, manicure, cucinare. Hanno pubblicizzato nel quartiere questa iniziativa e una volta al mese viene gente al Centro Alvorada  per farsi i capelli, manicure e pedicure e pagano il servizio all’Opera; chi sa fare da mangiare bene prepara Feijao tropeiro (piatto tipico del Minas Gerais) da vendere e la gente viene per acquistare porzioni di Feijao tropeiro da portare a casa. Tutto questo lavoro è commovente e senza dubbio è un aiuto, anche se piccolo.

Il Governo, oltre a erogare un modesto contributo mensile di 80 reais per bambino (circa un euro al giorno), invia tale somma con un ritardo medio di due-tre mesi, per cui siamo sempre alla ricerca di soluzioni per recuperare denaro necessario per completare la busta paga del personale che lavora al Centro Alvorada; grazie alla provvidenza, fino ad ora ci siamo riusciti. 

A marzo del 2017 dovevamo rinnovare il contratto con il Municipio di Belo Horizonte che ha posto nuove condizioni: in pratica ci hanno chiesto di realizzare il loro piano educativo, avremmo dovuto trasformare i nostri centri socio educativi in una scuola vera e propria. La loro proposta non corrisponde affatto al nostro metodo educativo, finalizzato più ad un contesto sociale che didattico e va contro al nostro modo di operare con i ragazzini. Senza contare il fatto dell’insicurezza economica.

Martedi 25 aprile, nell’incontro settimanale con i direttori ed i pedagogisti, dopo aver letto e analizzato la nuova proposta educativa che il Municipio ci ha offerto, abbiamo dovuto respingere non firmando il nuovo contratto. Pur con grande dolore, abbiamo ritenuto che per le ragioni dette sopra, al momento risulta necessario chiudere i nostri Centri socio Educativi.

Successivamente, la direttrice ha convocato i genitori per comunicare la chiusura del Centro Alvorada per i bambini dai 6 ai 15 anni. È indescrivibile lo shock, i pianti, sia da parte dei genitori che dei bambini presenti, perché le mamme li avevano portati con loro. La maggior parte di queste mamme non sa dove lasciare i propri figli. Contiamo sul fatto che questa drastica decisione, aiuti ancor più il nostro personale, maestre, cuoca, amministrativo, mamme e i ragazzi a riconoscere l’Invisibile presente nell’Opera, il valore delle persone e di questo luogo e di come l’esperienza di questi anni abbia contribuito nel cammino personale e nel riconoscere il valore della vita e di quello che hanno ricevuto.

Nulla accade invano, anche se la realtà ci sembra crudele e ingiusta, se la guardiamo con occhi aperti ci chiede di alzare lo sguardo per penetrare più a fondo nelle cose e ci indica la direzione. Dentro il dolore che stiamo vivendo, già da oggi c’è il germoglio di un nuovo inizio. C’è la speranza.

Il primo spiraglio ci arriva dal Municipio di Belo Horizonte, il quale ci propone di ampliare la scuola materna, utilizzando parte degli spazi del Centro Alvorada rimasti liberi, ma ci vorranno circa tre mesi prima di iniziare con i nuovi bambini della materna perché l’iter burocratico da seguire per adattare le classi richiede tempo.

Il 28 aprile abbiamo organizzato un evento per i 160 bambini del Centro Alvorada e seppur con le lacrime agli occhi vi era un clima di festa. I più grandi hanno espresso personalmente a me ma anche pubblicamente cos’è stato per loro e che cos’è questo luogo, e hanno espresso una immensa gratitudine per ogni persona che lavora al Centro.

La Settimana prossima al Centro Alvorada non ci saranno più i 160 bambini, ma il Silenzio ci aiuterà a ricordare la PRESENZA e la presenza dei bambini. Sia per noi che rimaniamo che per i ragazzini verrà riconosciuto con più evidenza ciò che è prevalso in questa momento di dolore e cosa sono stati veramente questi anni di esperienza educativa e certamente il nostro cuore traboccherà di Gratitudine.

Vorrei precisare che i ragazzi verranno seguiti in famiglia e continueranno a frequente nei giorni e negli orari stabiliti i laboratori di arte, musica, falegnameria, capoeira, coro, informatica, teatro, chitarra e flauto.

Il mio cuore grida: “Io non sono degno di ciò che fai per me, TU che ami tanto uno come me”.

Ma pur dentro il dolore e la tristezza il mio cuore è lieto, perché LUI è qui con noi.

Un abbraccio carico di affetto e gratitudine.

Rosetta

 

"Dall’imprevisto all’opera": gli incontri, le storie e il cammino di Rosetta in Brasile

Leggi il tascabile (edizione 2010) che racconta la vita nell”Opera Educativa Padre Giussani.

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Feliz Natal

I BAMBINI DELL”ASILO GILMARA IRIS DI BELO HORIZONTE AUGURANO A TUTTI UN
BUON NATALE!!!