Rosetta Brambilla cittadina onoraria di Belo Horizonte

10628762_783326638356977_4576469005161543725_oÈ stata conferita a Rosa Brambilla la cittadinanza onoraria di Belo Horizonte martedì 7 ottobre alle 19.30.

La cerimonia ufficiale ha avuto luogo presso la sede municipale della città brasiliana. Vi hanno presenziato un variegato e nutrito numero di persone tra italiani residenti a Belo Horizonte, amici, collaboratori degli asili, sostenitori delle Opere Educative Don Giussani, una rappresentanza dei ragazzi degli asili.

 

Il Console Aurora Russi ha affermato:

Rosa non sarebbe la stessa se non fosse a Belo Horizonte e Belo Horizonte non sarebbe la stessa se non ci fosse Rosa.

In virtù di questa permanenza a Belo Horizonte dal 1978, Rosetta ha fondato, insieme ai suoi collaboratori, gli asili che hanno migliorato la qualità della vita di molti ragazzi e salvato bambini e famiglie in difficoltà; realtà che sono state apprezzate e riconosciute come una presenza fondamentale, perché hanno inciso positivamente sul tessuto sociale della città.

Emblematica è stata la menzione del sindaco Silvinho Rezende, principale promotore di questo conferimento che, con parole precise e profonde, ha descritto la realtà dell’Opera:

Lì era visibile la presenza di Dio.

Questa Presenza vuole continuare ad essere il principio ispiratore con cui si intende continuare, mantenendo il medesimo sguardo di approccio all’infanzia seguendo le parole di Rosetta e che, evidentemente, rende questi luoghi così speciali:

Accogliere e guardare uno ad uno i bambini, guardarli come se fossero unici al mondo, perché ogni bambino è unico.

Questo sguardo è reso visibile anche nel documentario Através da Obra, realizzato negli asili dell’opera educativa don Giussani con la regia di Enrico Basaldella e in distribuzione presso Persona Film, acquistabile come DVD online sul sito di Itaca Libri.

Vogliamo accomiatarci da voi tutti, amici di Rosetta, visitatori del nostro sito e sostenitori, riportando di seguito il discorso di ringraziamento di Rosa in questa occasione unica e speciale. Le parole di Rosetta, visibilmente commossa nelle fotografie che seguono, hanno ricordato e condiviso questo conferimento ufficiale in primis con Don Pigi Bernareggi e, in secundis, con tutte le persone che, a vario titolo, hanno reso possibile questa stupenda opera educativa.

Vorrei condividere questo titolo con padre Pigi Bernareggi, che fa parte della mia storia, del cammino e delle lotte compiute qui in Brasile, e con le persone che con me sono protagoniste della grande opera educativa Padre Giussani. Sarò grata per sempre dell’incontro fatto negli anni Sessanta con don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione. Quando l’ho incontrato, mi sono chiesta: «Ma che persona è questa? Che cos’è che mi affascina così in lui?». Ero davanti ad un uomo che mi ha guardato, mi ha accolto e mi ha abbracciato così come ero. Con lui ho scoperto la mia umanità, il desiderio di Bellezza, di Bontà e Giustizia che il mio cuore porta dentro di sé. È stato un maestro che mi ha insegnato a guardare, a stare davanti all’altro, a stare attenta alla realtà, ad affrontare e abbracciare la mia realtà, ad osservare la ricchezza presente nelle cose e nelle persone. Nel cammino con lui è accaduto un continuo sorprendermi, delle cose, delle persone, dei fatti che succedevano: è stato possibile credere nella possibilità che la vita sia buona perché qualcuno è stato così buono con me. Non avrei mai immaginato in vita mia di partire in missione e neanche di costruire un’opera educativa. È nato tutto da un sì ad un incontro eccezionale, dal sì a ciò che i miei occhi vedevano, dal sì alla realtà. Il mio unico desiderio, quando sono arrivata in Brasile, era di servire le persone, di essere una presenza nelle case delle famiglie dove andavo ad aiutare le madri. Poi, con il tempo, rispondendo e obbedendo alla realtà, è nata la prima piccola scuola a Vila Boa União. Non avevo in mente di dedicarmi all’educazione, e tantomeno di costruire opere in cui sarebbero passate migliaia di bambini, giovani e famiglie. È impressionante vedere come l’incontro che avevo fatto è diventato il metodo educativo delle nostra opera: «Educare è introdurre l’uomo alla realtà totale». Questo vuol dire non censurare nulla, lasciarsi provocare da tutta la realtà. Sono grata della compagnia delle persone che camminano con me e della presenza di tutti voi che partecipate a questa cerimonia. Grazie a tutti dal profondo del mio cuore.