Solidarietà con gusto

Basta poco per fare beneficenza: un luogo semplice ma accogliente, persone che amano la compagnia consapevoli di ritrovarsi per un gesto di solidarietà, persone volenterose che si rendono disponibili per cucinare e servire. E vi sembra poco? Infatti non lo è. Neppure è così scontato trovare persone, luoghi e risorse per attuare tutto ciò.

Alla cena Sapori dal Sud io c’ero. E conserverò un ricordo molto bello e molto caro della serata di ieri sera all’Oratorio San Mauro di Bernareggio, paese natale di Rosetta. Questo bel ricordo rimarrà non solo perché ho ritrovato persone perse di vista da un po’ e, nel contempo, ho fatto conoscenze nuove molto interessanti; bensì, mentre tutto ciò avveniva, a sprazzi, il mio pensiero andava alle favelas e agli asili visitati, ai volti dei bambini, ai loro giochi, al sorriso degli educatori, agli odori, ai rumori, alla voce e allo sguardo di Rosetta. Ieri sera ho ritrovato tutto ciò nel video proiettato a metà cena il quale, soprattutto se su grande schermo, mi commuove sempre e mi fa venire voglia di prendere il primo aereo per raggiungerla.

Le ho raccontato di ieri sera. A nome suo concludo porgendo a tutte le persone coinvolte un sentito ringraziamento per la generosità, l’impegno, l’affetto e l’attenzione dimostrati a lei e alle Opere Educative.

Obrigada a todos e com saudade de você!

Non vedo l’ora di abbracciarlo

Questo bambino è quello che più mi ha fatto disperare, ma ovviamente anche quello a cui mi sono affezionata maggiormente.

Ogni giorno mancano dei bambini, la classe non è mai al completo e le maestre non vengono avvisate prima. La maggior parte delle volte non vengono a scuola perché i genitori si dimenticano di portarli, non differenziando la domenica dal lunedì, o perché non riescono a svegliarsi in tempo. Quindi la mattina non sai mai chi sarà presente.

Un mese fa iniziavo la giornata sperando che lui non ci fosse; oggi non vedo l’ora di riabbracciarlo.

Non mi è ancora stato possibile conoscere la sua storia; so solo dell’assenza del padre.

Quando sono arrivata ho visto solo un bambino di 5 anni iperaggressivo e irrispettoso verso compagni e adulti. Notando l’esasperazione giornaliera della maestra, avevo capito che era meglio lasciarlo stare. Non parlando nemmeno la sua lingua non potevo pretendere di riuscire a fare qualcosa, là dove da anni nessuno ce l’aveva fatta.

Il piccolo è conosciuto in tutto l’asilo, ed è il principale tema di discussione durante le riunioni degli educatori. Se lo guardi s’incazza, se tutti i bambini si siedono lui è l’unico che ancora gira per la classe, se gli dici di non fare o non prendere una cosa, lui sicuramente lo fa, se gli passi accanto ti tira un pugno, e ogni volta che bisogna uscire dall’aula per andare a mangiare (quindi ogni 3 ore) si nasconde sotto il tavolo. Ho girato alla larga per parecchio, stando maggiormente con i bambini che mi volevano.

Non so cosa mi abbia fatto avvicinare, ma è successo. Prenderli sulle gambe per fare il “cavallino” è una cosa che adorano, e vedendo gli altri compagni una volta lo ha voluto fare pure lui. Penso sia iniziata così. Ma rimaneva l’unico contatto e quando lo guardavo si incazzava comunque.

Un giorno l’ho trotterellato per 20 minuti senza pausa: le mie gambe soffrivano maledettamente, la mia bocca era diventata tutta secca a furia di cantare la canzoncina che accompagna il cavallino. Penso pure di essermi addormentata ad un certo punto, mentre gambe e voce continuavano a muoversi e a riprodursi per inerzia. Se l’avessi fatto scendere avrebbe probabilmente iniziato a picchiare i compagni. Inoltre eravamo così esausti da quella giornata che non potevamo permettercelo.

Poi, piano piano, quando mi vedeva seduta cominciava ad avvicinarsi, quando lo mettevo a letto non mi respingeva e quando gli sorridevo ogni tanto ricambiava.

Ora mi sveglio la mattina sperando di trovarlo già in classe al mio arrivo; una volta ho saltato la scuola e l’indomani, quando mi ha visto, mi è corso in braccio dicendomi di aver avuto “saudade” (malinconia). Passiamo intere giornate a giocare insieme nella maniera più tenera possibile, e quando lo abbraccio e gli do un bacio lui ricambia felice. Più gli mostro affetto e più lui me ne dà. Se lo sveglio dal riposino mi sorride (c’è solo un altro bambino, qui, che non si arrabbia quando è disturbato nel sonno).

Da una settimana, quando bisogna andare a mangiare viene addirittura senza troppe storie. Io non padroneggio la sua lingua a sufficienza e quindi non ho potuto mai sgridarlo.

Forse è stato proprio il metodo diverso che ci ha legato, ammansendolo.

Però ieri era arrabbiato con dei compagni e quindi con il mondo. Mi ha tirato un pugno, e dopo mi sono seduta di fronte a lui senza sgridarlo. Gli ho detto che quando voleva poteva chiedermi scusa e abbracciarmi invece di picchiarmi. Mi sono messa a conversare con il bambino alla mia destra quando ho sentito un “disculpe” molto sottovoce.

 

[Testo e foto di Maria Paola Caiata]

 

Buon anno!! con un video

Carissimi amici di Rosetta,

eccoci giunti ad un nuovo anno che porterà direttamente dal Brasile nuove notizie e testimonianze riguardo le Opere Educative. Puntualmente non mancheremo di pubblicarle e condividerle con voi tutti che ci seguite con affetto e costanza.

Vogliamo accogliere ed iniziare quest’anno con una video intervista che illustra brevemente l’esperienza di missione e le attività delle realtà educative create e gestite da Rosetta e i suoi collaboratori. Cogliamo anche l’occasione per ringraziare pubblicamente chi l’ha realizzata.

Come sempre vi siamo grati se vorrete condividere e commentare.

Buon Anno Nuovo a tutti!

Un Natale buono

Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel Suo progetto di Amore.
(Papa Francesco)

Lui entra nella nostra vita e la rinnova. 

 

Vi auguro un Santo Natale

Rosetta

L’inedito

La nostra vita:
il grido a un cielo chiuso,
una traversata nella notte
senza l’attesa di un’aurora.
 
Dentro questo mondo
pieno di domande orfane di senso,
irrompe il Natale con il suo inedito,
il volto di Dio nella storia.
 
Là dove sembra dominare l’agonia
accade un parto, un bambino
abbraccia la nostra condizione.
 
Un investimento di fiducia nella vita,
l’abbozzo di un germoglio
che cambia, alla radice, prospettiva.
 

[Franco Casadei, da La firma segreta, Itaca Edizioni, 2016]

 

La bellezza salva il mondo

Carissimi tutti,

ho il piacere di invitarvi alla mostra fotografica La bellezza salva il mondo, che verrà proposta al Quartiere Maghetti di Lugano dall’8 al 23 dicembre, presso la Sala adiacente alla chiesa di San Rocco. Mi è stato chiesto di curare questo evento per raccontare in immagini la mia esperienza presso l’asilo Etelvina in Brasile e per far conoscere ciò che Rosetta Brambilla, insieme ai tanti amici dell’Obras Educativas Padre Giussani  ha creato e continua a svolgere nelle favelas di Belo Horizonte.

Non è stato facile trasmettere le emozioni ed i pensieri che hanno attraversato la mia mente durante la permanenza in America Latina, nonché le tante riflessioni e la speranza che ne ho tratte. Grazie alla mia famiglia – che mi ha sostenuta e incoraggiata – e in particolare a mia sorella Anna, siamo però riusciti ad allestire dei pannelli riprendendo parte delle foto scattate sul posto. Faranno da corollario il video girato nella primavera scorsa, che forse alcuni di voi hanno già avuto l’opportunità di guardare su YouTube.

Desidero condividere con voi quanto di bello ho sperimentato; con gli amici più intimi, con i parenti, con i sempre più numerosi padrini, e con tutti i simpatizzanti o quelli che lo potrebbero diventare grazie al vostro incitamento. Spero che potrete trovare un attimo di tempo per scorrere le immagini di quotidianità della favela e della vita nell’asilo. Ci sarà anche la possibilità di bere un tè caldo in compagnia nonché di comprare alcuni biglietti di auguri e dipinti dell’artista brasiliana Simone Santos.

Qui accanto trovate la locandina ufficiale dell’esposizione, aperta dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Durante la festa dell’Immacolata (venerdì 8 dicembre), così come nei sabati e nelle domeniche successive, l’orario sarà invece continuato dalle 11.00 alle 17.00.

L’entrata è gratuita (l’uscita anche!). Il ricavato della vendita dei quadri e dei biglietti andrà al Progetto Etelvina che – tramite il Sostegno a Distanza (SAD) patrocinato dalla ONG AVAID – offre una forma bella e significativa di aiuto in loco, a favore dei bambini nei loro bisogni concreti.

Per motivi di studio non potrò essere sempre presente alla mostra, ma ci saranno tanti amici e parenti ad accogliervi.

Vi abbraccio tutti cordialmente.

Maria Paola Caiata