Intervista a Enrico Basaldella

untitledAbbiamo posto alcune domande ad Enrico Basaldella, regista del documentario Através da Obra che è stato girato negli asili e nelle favelas dove Rosetta vive e opera ogni giorno. Ecco il testo della nostra chiacchierata:

Puoi parlarci di te e della tua formazione?

Sono laureato in Scienze della Comunicazione. Seguendo il corso di “Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico” mi appassionai per il cinema, tanto che volevo fare il critico e scrivere.  Scrissi una sceneggiatura e contemporaneamente andai a Roma e feci l”assistente a Mimmo Calopresti nel film “La felicità non costa niente”. Ritornai in Friuli, incontrai un produttore e girammo il film “Prima e dopo il mare”. Odiai tutto: non ero la persona adatta a dare delle indicazioni, e trovai la mia sceneggiatura povera e poco originale. Dovevo cominciare a vivere e maturai l”idea che potesse essere un grande privilegio osservare la vita degli altri e raccontarla in un documentario.

Il film documentario Através da Obra è stato realizzato in Brasile: ci puoi dire dove esattamente e perché hai scelto proprio quella realtà?

Sono convinto che un documentario che utilizza il metodo dell”osservazione sia un importante strumento di antropologia culturale. La mia idea era quella di concentrarmi sull’attività quotidiana di determinate istituzioni socio-educative, assistenziali e sanitarie del mio Paese, ma ogni volta la mia proposta veniva rifiutata, spesso dopo molti mesi, lasciandomi sospeso in un limbo. Mi guardavano con sospetto. Ero poco credibile perché non avevo un finanziamento o un”idea ben precisa del prodotto finito, o forse un’idea simile alla loro. Volevo solo ritrarre la realtà e mi liquidarono con l”alibi delle legge sulla privacy. Nel 2008, durante una vacanza al mare, incontrai un signora, amica di una brasiliana originaria di Belo Horizonte che conosceva Rosa Brambilla e gli asili dell”Opera Educativa Padre Giussani da lei fondati. Telefonai a Rosa e subito mi disse che potevo andare da là e filmare l”attività socio-educativa all”interno degli asili. Partii nella primavera del 2009. Cominciai a respirare… Tutto il mio passato represso esplose in quell”esperienza.

Com’è stato il rapporto con le persone riprese?

Fui ospitato a casa di Rosa. Mi portò negli asili e cominciai a calarmi nella realtà, osservandola. Capivo molto poco il portoghese e lo parlavo ancora meno… e lentamente filma gli incontri degli assistenti sociali con le famiglie e le riunione pedagogiche, dei momenti importantissimi dove emerge chiaramente la realtà che giustifica la presenza degll’Opera  come luogo e momento educativo e di inclusione sociale. Ho filmato più di 70 ore e spesso più volte le stesse persone, coinvolte in momenti differenti del loro lavoro, per poter coglierne i vari aspetti. I bambini più piccoli erano affascinati nel vedere un uomo con la videocamera che li osservava, ma ben presto si concentrarono nelle attività e continuavano a giocare. Alcuni toccavano l”obbiettivo con le dita, altri cercavano di afferrare l”impugnatura con la quale sostenevo la videocamera. Alcune bambine cercavano di attirare la mia attenzione, pavoneggiandosi. Alla fine sono diventato invisibile, quindi innocuo. Mi accolsero calorosamente. Non ho mai abbracciato così tante persone in vita mia, e mi colpì come i bambini si aggrappavano alle mie gambe e volevano essere presi in braccio.  Mi colpì anche il loro modo repentino di passare dal pianto al riso e viceversa…  Poi la pulizia…  come i bambini, anche i più piccoli, terminate le attività, riordinavano tutto, pulivano il banco e il pavimento. Alla fine non si sono preoccupati molto della mia presenza.

È stato difficile e lungo da realizzare?

C”è voluta molta pazienza e costanza. Filmai per cinque settimane, muovendomi tra i quattro asili che si trovano in quartieri differenti e abbastanza distanti, accompagnato da Rosa e da Osias, all’epoca l’autista factotum, e alcune volte da solo, con l”autobus. Non conoscere il portoghese fu un limite, anche se alcune persone all”interno degli asili parlano e capiscono abbastanza l”italiano, e così mi aiutarono molto. Non riuscii ad avvicinarmi come avrei voluto agli adolescenti e renderli più partecipi del mio progetto, e quindi persi quei momenti profondi di incontro con gli educatori. Quando montai il documentario, Cristina, una brasiliana residente qui ad Aviano, mi aiutò nella traduzione. Impiegai più di un anno per il montaggio. La prima versione di 110 minuti fu accorciata a quella definitiva di 80.

Da un punto di vista tecnico come è stato girato?

Ho filmato con una videocamera Panasonic, la AG-DVX 100BE, che registra su nastro, e un ragazzo brasiliano, Max, ha registrato il suono con il microfono collegato con un cavo alla videocamera. Questo ha limitato un po” i nostri movimenti. Alcune scene le ho girate da solo. Ricordo che quando Max mi portò all”Ajapque, per comprare le cassette mini dv, mi disse di non parlare, perché essendo straniero me le avrebbero fatte pagare di più. E ancora… l”ultimo giorno di riprese, quando  i bambini ci imitarono: lo schienale di una sedia simulò la videocamera e una scopa l”asta con il microfono. Così intervistarono Elma, all”epoca assistente sociale, e Lucio, direttore del Centro Alvorada.

Da un punto di vista umano cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Mi ha fatto sentire una persona utile.

Atraves-da-Obra-basaldella-dvd_2Através da Obra è stato molto apprezzato e anche presentato alla 26ª edizione del Festival del Cinema Latino Americano a Trieste: com’è stato accolto e come verrà diffuso?

C’erano pochissime persone quando è stato presentato a Trieste. Ma ero ugualmente felice… E’ andata molto bene il 4 luglio a Cinemazero, dove hanno presenziato più di cento persone. Poi è stato proiettato al seminario di Pordenone , e a novembre  è stato presentato all’Università di Pordenone, all’interno del corso di Tecniche e linguaggi del cinema, tenuto da Marco Rossitti.

Dove e come è possibile reperire il DVD del docu-film?

Contattandomi direttamente  via mail, oppure sul sito di Itacalibri. Dal prossimo anno sarà disponibile anche su Amazon.

A conclusione della nostra intervista vi inviamo a visionare il trailer del film, ricordandovi che l”acquisto di questo DVD rappresenta un”opportunità per sostenere Rosetta e i suoi ragazzi.