Il primo passo

Ho un bambino di 5 anni che fuori da scuola gira con il fratello maggiore per i luoghi loschi della favela. Di conseguenza, anche quando arriva all’asilo si comporta come in strada.

Durante il riposino ha iniziato ad inzigare i vicini di materasso e a non lasciarli dormire. Mi sono seduta accanto; allora ha girato la faccia dall’altra parte per non guardarmi. Ad un certo punto, come per controllare se fossi ancora lì, ha allungato un piede che è finito sulle mie gambe e con mio grande stupore non lo ha ritirato immediatamente. Ho colto il momento per accarezzargli la gamba e vedere la reazione, non l’ha tolta anzi dopo qualche secondo ha allungato anche la seconda. Nel giro di pochi minuti si era addormentato.

Normalmente sono i bambini a fare il primo passo nell’avvicinarsi, ma qui ho capito che devo essere io. Loro non sono abituati e soprattutto non osano. Ma rimangono sempre dei bambini, anche se si trovano a vivere in situazioni da adulti. Se sorridi e ti muovi verso di loro, loro si avvicinano, prendono confidenza e vedi la serenità e la sicurezza crescere nei loro occhi.

[Testo e foto di Maria Paola Caiata]