La storia di Henrique

Henrique è il minore di una famiglia molto numerosa. Tais è rimasta incinta di Henrique a diciassette anni; suo fratello maggiore, zio di Henrique, è stato ucciso per questioni di droga, gli altri quattro fratelli di Tais sono in prigione per gli stessi motivi. La madre di Tais ha sempre voluto un gran bene ai suoi figli (me lo raccontano gli educatori, che la vedevano portare all’asilo Emily), ma un giorno è impazzita e li ha abbandonati – incluso il nipotino – per andare con un altro uomo e portando con sé solo l’ultima figlia, una neonata nata già fuori dal matrimonio.
Triste ironia: Tais e sua madre erano rimaste incinta quasi contemporaneamente.

Oggi Henrique vive con la madre, le due zie Emily (18 anni), Mariana (15 anni) e il nonno, che soffre di problemi di cuore e lavora come autista di pullman, aspettando ansioso ogni chiamata per guadagnare qualcosa. Quando parte in servizio si assenta due o tre giorni, mentre i figli e il nipotino rimangono a casa senza niente da mangiare. Se la fame si fa insistente – racconta Emily – vanno a letto, cercando di dormire per far passare il tempo e non sentire dolore.

Vivono in una baracca che dalla strada non si scorge; bisogna inoltrarsi ancora più nella miseria. Siamo arrivate che Henrique dormiva. Le due zie con un’amica erano lì, sedute sul divano a guardare un cartone della Disney e a mangiare un pacchetto di patatine. Ci siamo sedute sul secondo divano, che aveva un buco in mezzo dove si appoggiano i cuscini. Era tutto umido. Così ci siamo messe sul duro bordo iniziale, lungo due centimetri, con il peso in avanti per non metterle a disagio.

Quando Henrique si è svegliato ha iniziato a cercare cibo: due biscotti e poi Chips fino a finire il pacchetto. Henrique è ansioso di ricominciare l’asilo; almeno ha qualcosa con cui giocare e un pasto da mangiare. Emily ha perso di recente il lavoro, mentre Mariana per il momento è in vacanza da scuola. Passano le giornate così, su quel divano, davanti a quel cartone e andando a letto quando iniziano ad avere fame.